PROGETTI: nuovi interni in un palazzo liberty torinese

Cristiana Chiorino

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L’edificio d’angolo tra corso Re Umberto 65-67, via Governolo 21  a Torino è noto come la Casa Crescent (dal francese, crescent, mezzaluna), progettata nel 1911 da Genesio Vivarelli, così chiamata per la conformazione del lotto a semicerchio. La decorazione piuttosto fitta è tipicamente liberty torinese, di gusto floreale.
Acquisito da Reale Immobili l’edificio è stato totalmente ristrutturato dallo Studio torinese Baietto Battiato Bianco nel 2020. La proposta progettuale affronta il tema del recupero e della salvaguardia dell’architettura, riconoscendo e condividendo i valori in campo, proponendo soluzioni e materiali che con quei valori dialoghino e ne legittimino la permanenza in futuro.

Fra gli altri valori, sono degni di nota i caratteri formali dell’impaginato di facciata, con una semantica complessa, preziosa, enfatizzata dai due volumi dei torricini circolari aperti che coronano i bow windows sottostanti.

Questa lettura dell’edificio porta ad una consapevolezza della qualità del costruito che deve trovare riscontro prima, nei caratteri distributivi delle unità che comporranno la superficie del sottotetto, poi nelle scelte delle tecnologie e dei materiali che caratterizzeranno gli allestimenti.

La ristrutturazione ha privilegiato sostanzialmente la conservazione della distribuzione esistente, con lievi adattamenti alle esigenze della residenza contemporanea, sempre prediligendo la qualità distributiva interna piuttosto che logiche speculativecon usi molto frazionati dello spazio.

Pavimenti e rivestimenti: la qualità e il periodo di costruzione dell’edificio hanno indotto a selezionare  i piccoli formati per pavimenti e rivestimenti ceramici, mentre per i legni è stato scelto il parquet posato a spina francese, di medio formato, nell’essenza Rovere naturale.

Rubinetterie e accessori bagni: l’accoppiamento con i piccoli formati dei rivestimenti è stato proposto con finiture delle rubinetterie che vanno dall’ottone al cromo brunito.

Condizionamento: l’impianto di riscaldamento conserva i terminali a radiatore, come già presenti in origine, integrati con impianto di raffrescamento incassato nei controsoffitti, per annullare l’invasività di macchine a vista.

Stucchi, cornici e decori: sono stati conservati e ripresi laddove ammalorati o necessariamente da modificare tutti i decori presenti, sia cromatici che materici, come le cornici e gli stucchi, al fine di conservare l’equilibrio dell’apparato decorativo d’origine.

Serramenti esterni: sono stati proposti serramenti molto performanti ma di morfologia eguale a quelli esistenti agli altri piani, con partizioni vere e non riportate.

Porte interne: laddove possibile sono state restaurate le porte esistenti, ovvero riproposte da Garofoli con tipologie di disegno classico, con pannelli ciechi, fornite grezze da finire con decorazione in opera, a pennello, per traguardare i manufatti dell’epoca.

Gli arredi sono stati studiati con Cogno Arredamenti.

 

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