I classici del design si tingono di verde

Cristiana Chiorino

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Una rassegna sulle icone del design ristudiate e prodotte in versione sostenibile.

Il bar di Lina Bo Bardi

Lina Bo Bardi, italiana di nascita e brasiliana di adozione, Leone d’Oro alla Memoria della Biennale di Venezia 2021,  aveva un talento per usare i materiali come hanno fatto i designer in Brasile, il paese in cui ha trascorso la sua vita. Il design brasiliano è particolarmente noto per l’uso di materiali locali e naturali. La Charlotte Perriand del Sud era alla ricerca della “logica naturale” del legno brasiliano. Oggi, alcune delle sue creazioni, tra cui un tavolino bar su ruote dall’aspetto modernista, vengono rieditate da Etel. Riabilitando la storia del design brasiliano e riproducendo i mobili progettati dall’architetto Oscar Niemeyer, questo produttore di mobili brasiliano prende molto sul serio la sostenibilità. Tenendo presente che la natura ha già sofferto abbastanza a causa delle devastazioni della deforestazione, Etel utilizza solo alberi che hanno già prodotto piantine o che sono morti naturalmente.

Il pouf di Gatti, Paolini e Teodoro
Se c’è un modello che ha trovato posto in tutti i salotti moderni e le stanze degli studenti alla moda, è la poltrona Sacco di Gatti, Paolini e Teodoro, tre architetti italiani che hanno avuto un’idea (all’epoca) rivoluzionaria in quello che dovrebbe essere il comfort. Come la Cameleonda di Bellini (sotto), questo pouf illustra come l’abitare sia diventato più informale, abbandonando i luoghi solenni in cui sedersi. Questo pouf è ancora oggi in produzione da Zanotta, ma in una nuova versione, realizzata con materiali riciclati e biodegradabili. Le microsfere che lo rendono così confortevole sono in BioFoam e una seconda copertura è disponibile anche in Econyl, un nylon italiano ricavato dai rifiuti plastici raccolti dal mare.

Il sexy Soriana di Afra e Tobia Scarpa

Il divano Soriana, dal look provocatorio e sexy,  ha occupato un posto d’onore nei salotti più cool del pianeta, ma per anni è stato introvabile. Il classico elegante dalle forme arrotondate, disegnato dal duo Afra e Tobia Scarpa, tornerà in produzione da giugno. L’aspetto di questa nuova edizione rimane immutato: non per niente il divano ha vinto il Compasso d’Oro, il più prestigioso premio italiano di design, nel 1969. I suoi materiali, invece, hanno fatto un balzo in avanti grazie a Cassina Lab. Cassina Lab è una collaborazione tra il centro di ricerca e sviluppo dello storico produttore di mobili brianzolo e il team Poli.design, parte dell’università tecnica del Politechnico di Milano. Cassina Lab ha così progettato un processo produttivo più ecologico: l’imbottitura in poliuretano è stata sostituita dalla schiuma BioFoam che è la prima imbottitura naturale brevettata a base di biopolimeri di origine naturale e biodegradabile.

 

Il classico contenitore di Anna Castelli Ferrieri

La designer di mobili e architetto italiana Anna Castelli Ferrieri ha svolto un ruolo pionieristico nell’arredamento industriale, quando la plastica ha aperto la strada a un futuro di design accessibile. Nel 1949, con il marito, fonda Kartell, di cui diventa direttrice artistica. La gamma Componibili è il suo pezzo caratteristico. Kartell, un’autorità nel settore dei mobili in plastica, ha deciso che era ora di lavorare per un futuro più verde. Con il manifesto “Kartell Loves The Planet“, il marchio va verso il legno sostenibile dotandosi di certificati di riduzione dell’impronta ecologica. I contenitori Componibili, che restano uno dei best seller del marchio, non potevano tralasciare questo passaggio ecologico. A prima vista, i Componibili Bio difficilmente si differenziano dagli originali; d’altra parte, i loro materiali sono totalmente diversi. Questa nuova versione non è più plastica, ma realizzata con scarti agricoli trasformati in biomassa biodegradabile, un materiale che assomiglia alla plastica.

L’iconico sgabello di Alvar Aalto

L’iconico sgabello di Alvar Aalto, riconoscibile per le sue gambe a forma di L, era una icona del design che eccelleva già in sostenibilità anche prima che il termine stesso apparisse. Produrre localmente, rispettosamente e con una preoccupazione per la sostenibilità, era già il fondamento della filosofia dell’architetto-designer finlandese. Proprio come gli altri prodotti della sua azienda di mobili, Artek, lo Stool 60, un elegante sgabello impilabile, riconoscibile per le sue gambe a forma di L, era realizzato in legno locale – massello di betulla finlandese. Oggi Artek continua a produrre nel modo più sostenibile possibile. Tuttavia, lo Stool 60 ha ricevuto un aggiornamento: la vernice a base di solvente ha lasciato il posto a un’alternativa in fase acquosa. In termini di durata, niente batte Artek 2nd Cycle. L’azienda ha sempre creduto che i mobili debbano appartenere a più generazioni e, dal 2006, ha riacquistato i propri pezzi vintage, setacciando mercatini, vecchie fabbriche, scuole e cantieri. Poi li ha rivenduto, e questa è la migliore prova che i mobili Artek sono fatti per durare a lungo.

Il piccolo gioiello dell’ergonomia di Barber e Osgerby

La sedia Tip Ton, progettata dal duo londinese Barber e Osgerby nel 2011, è facile da produrre e riciclare. Ed è conveniente. Ora è disponibile in polipropilene riciclato. Grazie alla sua base a dondolo, questa sedia è un gioiello ergonomico. Questo perché siamo automaticamente inclini ad inclinarci maggiormente in avanti, cosa che contrae i muscoli addominali e dorsali. Il risultato: una postura migliore, un dettaglio significativo in un momento in cui il mal di schiena causato dal telelavoro sta diventando più comune. Realizzata in un unico stampo, da un unico materiale, la sedia del duo di designer londinesi Edward Barber e Jay Osgerby è diventata un prodotto facile da produrre e riciclare, pur essendo conveniente. Unico inconveniente: è stato realizzato con nuova plastica. Ma Vitra ha trovato la soluzione con Tip Ton RE, in polipropilene riciclato di alta qualità. Dettaglio sorprendente: poiché non viene utilizzata alcuna tintura, la sedia è disponibile solo in un grigio finemente maculato, il colore naturale del materiale di cui è composta.

La totale libertà di Mario Bellini

Il famoso Camaleonda di Mario Bellini per B&B Italia è un divano che permette di distendersi e rilassarsi in piena libertà.
I divani non erano fatti per stare seduti in posizione eretta, ma per sguazzarci o sdraiarci sopra, questa era l’opinione di Mario Bellini, che ha progettato il Camaleonda come il divano dove tutto è ammesso. I moduli di seduta quadrati, schienali regolabili e braccioli con moschettoni offrivano infinite possibilità al suo design funzionale, da una semplice poltrona a un divano paesaggistico con più “bolle Covid” di quanto si possa pensare! La recente ristampa evoca ancora quella freddezza ma è più rispettosa dell’ambiente. Il team R&D di B&B Italia ha sviluppato una struttura completamente nuova: il telaio in plastica riciclata e l’imbottitura poggiano su una base in MDF priva di formaldeide. Inoltre è stato facilitato lo smontaggio e il riciclaggio, dettaglio importante per chi vuole assicurarsi che il divano venga riciclato. La fodera rimovibile è resistente perché è realizzata in tessuto di bottiglie in PET.

 

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