17.01.2023

h.18-19.30

Showroom Pittino, Novara

Le Serate di Architettura Novara: La fotografia per l’architettura

La fotografia restituisce sempre ciò che si è, ciò che si conosce e che si è già visto, pertanto, il fotografo non può fotografare qualcosa che non gli appartenga già, produrrebbe solo un’immagine muta e senza memoria. Il contemporaneo ha prodotto una nuova tecnologia in grado di simulare la fotografia molto bene, simulare, perché ciò che è analogico non può evolversi in numero, quindi, ciò che chiamiamo fotografia digitale può soltanto affiancarsi alla fotografia, non evolverla.
La fotografia è l’unico linguaggio che può permettersi la memoria, è una scrittura autonoma della luce, che scrive esattamente ciò che si trova di fronte alla macchina fotografica. Non ci sono talenti artistici, non ci sono virtuosismi tecnici manuali, esiste soltanto una consapevolezza del qui ed ora, cosa che non si impara da nessuno, e che nessuno può insegnare a qualcun altro. La fotografia non s’insegna.
Una fotografia è in grado di parlare a chiunque, indipendentemente dalla comprensione del messaggio dell’autore, una fotografia si spiega sempre da sola, pertanto, non ha mai bisogno di concetti collaterali per essere compresa, in quel caso sarebbe soltanto un’illustrazione. Per tutti questi motivi, l’immagine fotografica è inevitabilmente lo strumento più idoneo per documentare un’opera d’arte, dove la parola documentazione si riempie di contenuti ben diversi dal semplice scatto personale del fotografo, e dove la proprietà della memoria diventa vero e proprio fondamento per la storia dell’uomo.
Fotografare l’architettura vuol dire saper fotografare la cosa più importante attraverso la quale riconoscere un impianto architettonico, lo spazio. Fotografare lo spazio rappresenta la sfida più difficile per un fotografo, che in questo caso specifico non deve per nessun motivo mettere in secondo piano. La sfida si vince solo attraverso la padronanza della tecnica e delle tecnologie, pertanto, risulta indispensabile conoscere un piccolo ma sconosciuto paradosso contemporaneo, quello che vede la fotografia digitale, nell’impossibilità di poter fotografare lo spazio…pertanto, senza spazio non c’è architettura.
La fotografia contemporanea ha imposto nuove chiavi di lettura di ciò che chiama fotografia, tralasciando volutamente gli statuti originali di questo linguaggio, pertanto, il senso del fotografico è stato sostituito con un senso estetico, che però, oggetto solo di chi inevitabilmente ne conosce la grammatica, fa parte di un altro linguaggio.
Conseguenza di questo irrisolvibile problema è la produzione d’immagini che altro non possono fare che prendere il posto delle vecchie cartoline, in quel caso, molto più descrittive delle illustrazioni che vediamo oggi.
Il senso del fotografico non risiede nel far veder ma nel raccontare, pertanto, senza una presa di posizione ed una drammaturgia esistono solo immagini vuote.  In una fotografia di architettura risiedono valori che vanno ben al di là di quello che si vede, tra tutti lo spazio, ma lo spazio è fotografabile in digitale?…

  • Considerazioni sul concetto di fotografia di architettura e sulla questione delle tecnologie a confronto
  • Come si legge una fotografia di architettura
  • Cosa non è una fotografia di architettura
  • Valutazione di un’architettura come Bene Culturale e la sua catalogatura

 

Roberto Rosso è titolare della Cattedra di Fotografia all’Accademia Di Belle Arti Di Brera, Milano, titolare del Corso di Fotografia per Beni Culturali alla Scuola di Restauro di Brera, Direttore del Master in Fotografia in Brera.

Rosso è nato a Varallo Sesia, il 23/04/1956. Dopo il conseguimento della maturità al Liceo Artistico, prosegue con gli studi di Architettura, realizzati presso il Politecnico di Milano, integrati a quelli di Scenografia, disciplina con cui otterrà il diploma all’Accademia di Belle Arti A.C.M.E di Novara. L’attività di fotografo lo impegna in ambito culturale, in particolare nella riproduzione di Beni Artistici, collaborando con le Soprintendenze, i Restauratori, la Riserva del Sacro Monte di Varallo, le Case Editrici, tra le quali l’Istituto Geografico De Agostini, per il quale ha eseguito diversi reportage di Architettura e di Geografia. Contemporaneamente sviluppa il lavoro nel campo della pubblicità, partecipando a numerose campagne di comunicazione pianificate da diversi gruppi industriali di rilievo internazionale, del settore editoria, moda, design. Espone i suoi lavori di fotografia in diverse mostre d’arte contemporanea. Un approfondito studio della scansione digitale e la conoscenza dei programmi di manipolazione delle immagini, gli consentono di operare nel settore del restauro virtuale, ottenendo ampi riconoscimenti e risultati di singolare interesse. Affascinato dalla dinamica del movimento, indaga la relazione spazio-tempo, escogitando meccanismi e tecniche d’innovazione nella formulazione di nuovi contenuti ed estetiche delle forme riprese. L’interesse per il rapporto tra musica e immagine, lo spinge a estendere le sue ricerche intorno allo spazio tridimensionale, ampliando gli studi sulla scenografia nell’intento di elaborare l’allestimento innovativo di un futuro teatro multimediale. Già direttore della Scuola di Nuove Tecnologie di Brera.2002 – Video Art Festival del Cinema di Ascona, – Mostra Personale.2013 – Macs Mazda Temporary Space, Milano- Mostra Personale2016 – ARCA Spazio, Vercelli – Mostra Personale

2016 – Donazione dello Stemma del Principato a SAS Principe Alberto II di Monaco

2018 – Donazione dello Stemma del Pontefice a S.S. Papa Francesco

2018 – Personale al Berlin Plus Di BERLINO

h. 18-19.30

A cura de: Il Giornale dell’Architettura 

Crediti: 2 cfp in collaborazione con Ordine degli Architetti PPC di Novara

Sede: Pittino Showroom, Str. Biandrate 40, 28100 (NO)

Orario: h. 18-19.30

Con il contributo di: Garofoli, Artusio Smart Home and Building Automation, Pittino Porte Infissi Blindate e Wall&Decó

L’incontro è in presenza e la partecipazione è gratuita

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